Il parquet e il pavimento radiante, un rapporto da sempre controverso ma soprattutto per scarsa informazione.

Si sente talvolta affermare che sugli impianti di riscaldamento a pavimento non sia possibile posare parquet per le infauste conseguenze che ne verrebbero al legno, ma in realtà il connubio è assolutamente valido e in questo approfondimento abbiamo voluto fare chiarezza a beneficio degli amanti dei pavimenti in legno e del comfort abitativo.

Il nostro lavoro di ricerca, che si avvale del contributo bibliografico della rivista Professional Parquet e di un interessante articolo di Domenico Adelizzi, parte dall’analisi del pavimento radiante e dei massetti per comprendere quali siano gli accorgimenti da adottare prima, durante e dopo la posa in opera del parquet su un impianto di riscaldamento/raffrescamento a pavimento.

PANNELLI RADIANTI A PAVIMENTO
l principio si basa sulla circolazione di acqua calda a bassa temperatura (in genere tra i 30 e i 35 °C) in un circuito chiuso, che si sviluppa coprendo una superficie radiante molto elevata.

parquet e pavimento radiante
parquet e pavimento radiante

Vi sono attualmente sistemi che utilizzano l’energia elettrica, sistemi composti da cavi scaldanti o strisce di vario genere, anche se il principio è quello tecnico/scientifico dell’effetto joule (sinteticamente: un conduttore attraversato da una corrente elettrica dissipa energia sotto forma di calore).

Le disposizioni possibili delle tubazioni sono due:
1. a spirale (o chiocciola), dove i tubi di mandata viaggiano paralleli a quelli di ritorno;
2. a serpentina, dove i tubi vengono posati a zig-zag

Rispetto ai tradizionali corpi scaldanti, cioè i radiatori, il pavimento radiante ha i seguenti vantaggi:
Minori costi di esercizio sul funzionamento 24h su 24h se paragonato ai tradizionali corpi scaldanti, questo perché è un sistema a bassa temperatura, con tubazioni o conduttori elettrici che lavorano a circa 30-40 °C (nei comuni caloriferi: 60-75 °C).

È stato calcolato che un riscaldamento a pavimento consente una diminuzione delle spese energetiche del 30 % rispetto ad un normale e tradizionale riscaldamento.

Una nota riguardo i vantaggi degli impianti elettrici di riscaldamento è che oltre a sfruttare il solito concetto di quelli ad acqua, non necessitano né di caldaia, né di canna fumaria né di tubazioni di distribuzione e non hanno bisogno di nessun tipo di manutenzione.

Sul fronte economico il riscaldamento elettrico ha dei costi elevati, pertanto è interessante solo dove l’energia elettrica è abbondante ed economica. In Francia, ad esempio, questo sistema è reso conveniente dal massiccio impiego di energia nucleare e dall’esigenza di smaltire l’energia prodotta in eccesso durante le ore notturne.

Analogamente, il sistema a pannelli radianti presenta svantaggi da tenere presenti:
• Costi di realizzazione superiori: sono più elevati poiché è presente più materiale e maggiore risulta la relativa manodopera;
• Costi proibitivi di manutenzione: nell’eventualità si rompesse un tubo del sistema a pannelli radianti, il rifacimento dell’intero pavimento comporterebbe elevati oneri economici, nonché ragguardevoli disagi in termini temporali;
• Costi elevati di progettazione: necessità di una progettazione accurata e personalizzata: temperature superficiali del pavimento che si discostano dall’ottimale anche solo di qualche grado possono risultare non gradite agli occupanti del locale;
• Impossibilità di regolazione: il pavimento radiante non dà la possibilità di essere regolato, la sua inerzia termica elevata non consente un abbassamento o innalzamento della temperatura in maniera repentina (autunno – primavera);
• Alta inerzia termica: il sistema a pannelli radianti ha un’alta inerzia termica ciò significa che devono funzionare 24h su 24h per raggiungere l’efficienza voluta. Ne conviene che il risparmio energetico si ottiene solo ed unicamente se l’abitazione è occupata nell’intero arco della giornata (case di riposo, ospedali, etc.). Questo importante fattore non viene mai discusso nella messa in opera di questi sistemi, comportando, una volta installato, numerose sorprese in bolletta per chi la casa la occupata unicamente nelle ore serali e mattutine (lavoratori, famiglie moderne, etc.);
• Spessori del pavimento: i pannelli radianti richiedono uno spessore supplementare di 7–10 cm sul pavimento, che possono risultare problematici durante le ristrutturazioni. Questo sistema andrebbe realizzato contestualmente alla fase costruttiva dell’abitazione. Esistono comunque dei sistemi radianti a secco o ribassati che contengono gli spazi di installazione e sono adatti alle ristrutturazioni.

Non riguardano il presente approfondimento ma è bene precisare che i pannelli radianti possono essere installati anche a parete e a soffitto.

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